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Quaquaraquark – le elezioni a Foggia

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Cari telespettatori in questa puntata di SuperQuaquaraquark parleremo di un fenomeno che accade ciclicamente nella nostra società. Focalizzeremo la nostra attenzione su Foggia e sul periodo pre-elettorale in cui una grande varietà di specie animali viene allo scoperto. Escono fuori dalla tana.

Il letargo è un comportamento caratteristico di alcuni mammiferi e rettili che durante la stagione fredda riducono le proprie funzioni vitali e rimangono in stato di quiescenza. Durante questo periodo si nutrono di riserve di grasso immagazzinate durante i mesi autunnali. Fra gli animali che vanno in letargo ricordiamo il tipografus erectus, lo scribacchinus, il creativus voltabandieram, il tuctosfactio sfigatio. 

Si ritrovano preferibilmente ai tavolini dei bar più o meno in vista. Ruotano attorno, a turno, al grande esemplare del Candidatus. Una specie dominante. 

Il tipografus erectus  spera di lavorare e di stampare tanti seipertre e volantini di tutti i formati. Santini su santini che neanche Padre Pio. E i gadget? Li vuoi i gadget? Promette a4-carpet. Farò piovere volantini dal cielo. La tua faccia sarà un tormentone. Il prezzo? Non ti preoccupare. Facciamo tutto un conto dopo. Io te la riempio sta città!

Lo scribacchinus è una razza particolare. Spero in via di estinzione. Scrive quello che conviene dove gli danno spazio. E benché non conosca a menadito la struttura sintattica base di una semplice frase, sciorina figure retoriche a gogò. Che fanno scena. Si riempie la bocca e la penna. E il portafoglio subito. Quello meglio riempirlo subito.

Il creativus voltabandieram è straordinario. Ha le fattezze e le movenze del pavone comune. Prima di cominciare a dire la sua al Candidatus aziona la ruota formata da oltre cento lunghissime penne dai colori brillanti, la apre a ventaglio. Ne spara di tutti i colori. Usa principalmente termini inglesi di cui non conosce realmente il significato e sbaglia puntualmente la pronuncia. Promette di muovere la folla verso il Candidatus. Prende la sua faccia e ci scrive su uno slogan anni ’80 sullo slancio di quella Milanodabere che non ha neanche mai sfiorato e poi incrocia le dita.

Nei bar c’è di tutto. E tutti pendono dalle labbra della star candidata. Brainstorming inutili e sui tavolini volano i cornetti alla crema, gli espressini e le grappe. Quante grappe. Si stringono mani, si lavano mani, si passa la mano. Ci si promette di tutto. Di soldi non se ne parla mai. Durante il periodo pre-elettorale foggiano si possono notare svariati tavolini dei bar dove nessuno paga.

Metti sul conto. A pagherò.

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Banali per scelta.

C’è più creatività in questa foto. Nelle geometrie stantìe di un olanda dimenticata e dimentica fuoriporta di amsterdam che in alcuni pseudoclienti che ho incrociato nella mia attività di art director in questi ultimi mesi. C’è più rivoluzione, voglia di innovare in quei due zoccoli appesi, simmetrici, gravi come un pendolo, come due lancette stanche alle 18 e 30, che in tutte le aziende o meglio pseudoazienducole che ho avuto il disgusto di incontrare in questi ultimi mesi. Parlo da creativo, naturalmente, e parlo in prima persona. Perché l’agenzia per cui lavoro, anzi la “mia” agenzia, la Red Hot | impresa creativa, neanche ci penserebbe un attimo ai No di queste azienducole. Ai tentennamenti, alle paure, alle risposte balbettate. Red Hot gira le spalle e va avanti alla grande e anzi vive meglio senza. C’è una frase che ho scoperto avere un valore assoluto in ogni ambito della vita. Meglio perderli che trovarli. Parlo in prima persona quindi e da creativo libero e consapevole qualche riga la devo sprecare per queste azienducole. E potrei fare mille nomi della mia personale Black list. E potrei continuare righe su righe ma mi fermo qui. Che dirvi…c’è tutto nel titolo di questo post. Banali per scelta. C’è poco da dire. Nulla da aggiungere. Avete redatto brief scritti con i piedi, generati non creati nella stessa sostanza di vecchi brief vittime in un copia/incolla d’altri tempi. Abbiamo cercato di decodificarli e l’abbiamo fatto alla grande. Abbiamo lavorato ogni volta svuotando le nostre teste da preconcetti, pregiudizi che vi portate dietro. Abbiamo costruito storie da raccontare come cantastorie d’oltralpe. Storie incredibili che avrebbero fatto innamorare tutti. Cyrano instacabili come siamo. Avete bocciato le nostre storie scorrendole di corsa, come un frugale macbacon, come uno studente prima dell’esame cerca nel libro un’ultima inutile letta. Avete preferito l’ovvio. Perché così state più tranquilli. Beh…vi svelo un segreto. Avete perso delle vendite in più. Fidatevi di uno che ne capisce. Che c’è?! ora che ho parlato di vendite in meno e in più vi si è acceso il senso di colpa?! Che c’è cari direttori marketing di lauree triennali prese di corsa tra una pausa caffè e un crodino?! ora che sentite l’odore dei fatidici numeri vacillate?! state tranquilli. Dormite tranquilli. IO, Alessandro, creativo, e Red Hot, continuiamo a correre e a scrivere storie da raccontare. Per chi le capisce. E vi assicuro che ce ne sono tante di teste pensanti. Meglio così cantava Dorelli…meglio così. Addio. B-a-n-a-l-i.

Uno spot con un’idea. Finalmente.

Nel panorama televisivo piuttosto piatto e banale spicca questo spot. L’unico per me con un’idea al centro.
I miei complimenti ad Armando Testa, diretto da Anthony Hoffman.
L’idea è geniale. Trae origine da Kant, almeno a me richiama le famose lenti azzurre. é la mente umana, secondo Kant, che conferisce un “ordine” al caos delle informazioni che provengono dai sensi. E’ come se noi guardassimo le cose attraverso delle lenti azzurre: tutti vedono azzurro e, fuor di metafora, un molteplice sensibile ordinato.

Qui tutto è rosa. C’è molto ottimismo.

Bravi, bravi, bravi.

Barilla. dove c’è pack.

Complimenti a Future Brand. Un gran bel pack. Immagino che non fosse facile la sfida di un restyling di un mostro sacro. Library è un concept creativo fantastico. Il bello è che da quando l’ho visto, per deformazione professionale, ho immaginato tutto quello che c’è dietro. Ore di ricerche, focus, sbattimenti…magari risolti con un colpo di brainstorming avuto nel weekend quando non ci pensavi più, quando non avevi più soluzioni. Magari guardando la libreria di casa è nato lo spunto. Perché anche una library è di casa, come barilla. Gran concept. E poi oggi come oggi, andiamo solo di corsa, e quindi cosa c’è di meglio di qualcuno o qualcosa che ci offre già lo spunto di una ricetta. Un appetizer di carta. Complimenti ancora a chi l’ha im(pack)ettato!