Quei due.

Esterno. Lounge Bar. Foggia. h. 20.22 Stacco sulla stella delle sue converse. 5 punte, 4 atri, 1 cuore. texture scozzese. Inquadratura macro dei suoi quadri kandinsky. La camera risale sui suoi jeans. Corre lungo due binari storti al punto giusto. Tradiscono un passato a correr dietro ad un pallone impazzito. Da addomesticare. Appena posso ti chiamo. Ha scritto la musa. Appena posso ti amo scrive lui. Sale ancora e c’è lui. Moleskina, bic nera, guanti neri tagliati. lasciano libere nell’aria metà delle dita da chitarra. così il callo da Savarez Corum Alliance trova ristoro.  Giacca marrone bruciato, arso. L’ha vista a Sean Penn in Mystic River e ha pensato è mia. Così come quando ha incrociato i suoi occhi. Sul tavolo una grappa solitaria lascia l’odore giusto. Rilascia. Quello della memoria. Scrive con un modo che gli uomini hanno dimenticato. Con la forza del silenzio. La grappa, una Sibona affinata in botti di Madeira, improvvisa uno speed date e trova una splendida compagnia. Un posacenere le si posa vicino e la grappa gli posa gli occhi addosso. Sì ADDOSSO. Dimentico di quello che vorrebbe, ebbro di quello che non ha, ruvido come un periodo mal costruito. Soggetto, predicato e complemento d’arredo. Le virgole scappano via con un ghigno futurista, lui le rincorre quasi fossero farfalle per coglierne almeno una, assaporarne il gusto del tempo, della pausa.

PAUSE.

In fondo non ha bisogno d’altro, pensa. Gli basterebbe una virgola, la sospensione giusta. timeout necessario per riprendere fiato. Per ricominciare, per reimpostare la voce. per schiarirla. Per avere tutto più chiaro. Ah…Debussy se fossi qui. Per stringere i suoi capelli, per tenere la sua testa con la dolcezza e l’accuratezza con cui si tiene un grappolo d’uva a settembre. per non baciarla. no. Per soffiarle vento sulle ali. Per sentire tra le sue labbra socchiuse l’alito che sa di neve. Per sciogliersi. Per non aprire l’ombrello e farsi travolgere, stretti, da una pioggia di virgole, milioni di virgole. La camera si allontana. Tutte le virgole dall’alto formano un unico punto. Vieni primavera. Bentornata.

Punto.

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