Zeman e lo zio Čestmír.

Chissà cosa direbbe lo zio Čestmír, per gli amici Cesto, guardando il tuo schieramento iniziale prima del fischio d’inizio. 7 giocatori sulla linea di centrocampo. Non so cosa direbbe. So cosa pensai io piccolo piccolo in curva sud. Avevo dieci anni o giù di lì e mi dissi. Questo è un grande. Sono un cittadino di Zemanlandia e qui il 4-3-3 era di casa. Rambaudi, Signori e Baiano. Ho i brividi e gli occhi lucidi (video). Ora a due passi dai trentatré non sono poi così cambiato e tu neanche. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3 hai sempre detto. E così hai sempre fatto. Ti ho seguito lungo tutti i paralleli anche negli anni dell’esilio. Lontano da squallidi delinquenti. Meglio così. Ogni anno una ruga in più. Una ruga come una linea. Quella del fuorigioco. Croce e delizia. Perché vuoi mettere cosa si prova a far funzionare il fuorigioco perfettamente. L’importante è non scomporsi troppo quando un arbitro non lo vede o non lo vuole vedere o non lo può vedere. Bentornato Zdenko. Ora sono tutti al tuo fianco. Una celebrazione dopo l’altra. Era ora. L’onestà, la fiducia, la consapevolezza pagano. Zio Čestmír sarebbe orgoglioso di te. Ora accendine una anche per me.

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