Banali per scelta.

C’è più creatività in questa foto. Nelle geometrie stantìe di un olanda dimenticata e dimentica fuoriporta di amsterdam che in alcuni pseudoclienti che ho incrociato nella mia attività di art director in questi ultimi mesi. C’è più rivoluzione, voglia di innovare in quei due zoccoli appesi, simmetrici, gravi come un pendolo, come due lancette stanche alle 18 e 30, che in tutte le aziende o meglio pseudoazienducole che ho avuto il disgusto di incontrare in questi ultimi mesi. Parlo da creativo, naturalmente, e parlo in prima persona. Perché l’agenzia per cui lavoro, anzi la “mia” agenzia, la Red Hot | impresa creativa, neanche ci penserebbe un attimo ai No di queste azienducole. Ai tentennamenti, alle paure, alle risposte balbettate. Red Hot gira le spalle e va avanti alla grande e anzi vive meglio senza. C’è una frase che ho scoperto avere un valore assoluto in ogni ambito della vita. Meglio perderli che trovarli. Parlo in prima persona quindi e da creativo libero e consapevole qualche riga la devo sprecare per queste azienducole. E potrei fare mille nomi della mia personale Black list. E potrei continuare righe su righe ma mi fermo qui. Che dirvi…c’è tutto nel titolo di questo post. Banali per scelta. C’è poco da dire. Nulla da aggiungere. Avete redatto brief scritti con i piedi, generati non creati nella stessa sostanza di vecchi brief vittime in un copia/incolla d’altri tempi. Abbiamo cercato di decodificarli e l’abbiamo fatto alla grande. Abbiamo lavorato ogni volta svuotando le nostre teste da preconcetti, pregiudizi che vi portate dietro. Abbiamo costruito storie da raccontare come cantastorie d’oltralpe. Storie incredibili che avrebbero fatto innamorare tutti. Cyrano instacabili come siamo. Avete bocciato le nostre storie scorrendole di corsa, come un frugale macbacon, come uno studente prima dell’esame cerca nel libro un’ultima inutile letta. Avete preferito l’ovvio. Perché così state più tranquilli. Beh…vi svelo un segreto. Avete perso delle vendite in più. Fidatevi di uno che ne capisce. Che c’è?! ora che ho parlato di vendite in meno e in più vi si è acceso il senso di colpa?! Che c’è cari direttori marketing di lauree triennali prese di corsa tra una pausa caffè e un crodino?! ora che sentite l’odore dei fatidici numeri vacillate?! state tranquilli. Dormite tranquilli. IO, Alessandro, creativo, e Red Hot, continuiamo a correre e a scrivere storie da raccontare. Per chi le capisce. E vi assicuro che ce ne sono tante di teste pensanti. Meglio così cantava Dorelli…meglio così. Addio. B-a-n-a-l-i.

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  1. jack

    impara l’art e mettila da part, this is the world we live in…but forgive them because they don’t know what (the hell) they are doing.

  2. efés

    ma ti sei guardato intorno? hai mai provato a contare, tra tutti quelli che hai conosciuto, quanti fossero “i banali”? è l’italia, ragazzo, in questi giorni sbiaditi, a mancare di slancio e creatività, posata sugli allori di un tempo (sì, il rinascimento, il cibo, la moda, ancora loro), sempre meno moderna ed attuale, tifosa malata di calcio e di politica, appassionata davvero di niente, ignorante e fatiscente, sempre più indietro e più lontana da tutto, più indietro e più lontana da tutto. sei tu, allora, ad essere fuori luogo, a parlare un’altra lingua, a vivere d’altri canoni, a rincorrere altre bellezze. ma, se fossi in te, ne sarei supremamente orgoglioso.

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