And the winner is…Me.

Oh non è per autocelebrarmi…dai un po’ sì. Se non lo faccio nel mio blog dove? Ne ho vinto un altro. Stavolta è per il concept di uno spot radio (poi ve lo posto quando si può) Naturalmente è merito di tutta la squadra. Si dice così no? è il secondo Mediastars, dopo un Agorà, e dopo due Creatives are bad.

Copy(o) & paste(o) l’intervista stralci dell’intervista rilasciata.
Da piccolo, ma piccolo piccolo, mi hanno riferito che dissi con aria sgomenta: “e ora che ho imparato a leggere, sarò condannato a leggere per sempre?”. Parole e immagini si erano separate. Se ne andavano di schiena non voltandosi perché voltarsi è già un po’ tornare.

Parole e immagini è un po’ come parole e musica. Come Mogol/Battisti. Non sai mai chi ti emoziona di più. È la convergenza il vero segreto del nostro tempo. Io amo le parole ma le consumo prima della data di scadenza. Adoro i visual, le fotografie che fermano il tempo, colorano gli occhi ma svuoto la cache dopo pochi rintocchi, ma non dimenticherò mai La Tempesta del Giorgione. Ascolto le canzoni senza l’ossessiva attesa dell’inciso. Credo che alla fine, se proprio debba vincere qualcuno, sarà il bianco ad avere la meglio. Perché è la nemesi della convergenza. È tutti i colori. Si continuerà a togliere piuttosto che mettere. E ci saranno sempre meno parole. Poche ma vere e buone e dette con il cuore. In un italiano perfetto.

Grazie grazie, potete sedervi.

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